Il 6 gennaio celebriamo l’Epifania del Signore, una delle feste più antiche del calendario cristiano. La parola Epifania viene dal greco epipháneia, che significa “manifestazione” o “apparizione”, e nella tradizione cattolica indica il momento in cui Gesù Bambino si manifesta ai popoli rappresentati dai Re Magi.
In molte famiglie e comunità, questa festa chiude ufficialmente il periodo natalizio: è il giorno in cui si completa il Presepe, inserendo le figure dei Magi accanto alla grotta dopo averle tenute “in viaggio” per tutto il tempo dell’Avvento e del Natale.
Chi sono i Magi che arrivano al Presepe
I Magi compaiono nel racconto del Vangelo secondo Matteo come uomini sapienti provenienti da Oriente, guidati da una stella fino a Betlemme per adorare il neonato Re dei Giudei. Col passare dei secoli la tradizione cristiana ha consolidato l’immagine di tre Magi — Melchiorre, Gaspare e Baldassarre — anche se il Vangelo non indica né il loro numero né i loro nomi.
Secondo l’iconografia classica e la tradizione popolare:
- Melchiorre rappresenta l’Occidente o la Persia e porta oro, simbolo di regalità.
- Gaspare viene spesso associato all’Asia e offre incenso, segno di divinità.
- Baldassarre è talvolta associato all’Africa e porta mirra, un dono legato all’umanità e alla mortalità.
Questi doni non sono semplici regali, ma segni profondi: oro per riconoscere Gesù come re, incenso per riconoscerlo come Dio, mirra per ricordare la sua umanità e il destino umano.
Il viaggio dei Magi
Nel Presepe, i Magi non stanno subito accanto alla capanna: tradizionalmente si collocano lontano e poi, il 6 gennaio, vengono avvicinati alla grotta. Questa progressione non è un vezzo estetico, ma un modo simbolico per raccontare il cammino di ricerca che ciascuno di noi è chiamato a compiere.
Durante le settimane che seguono il Natale, chi costruisce il presepe può lasciare le statuine dei Magi “in cammino”, magari su un sentiero tra le colline o tra i pastori, per ricordare che la fede è un viaggio e non un punto di arrivo immediato.
La loro venuta, guidata dalla stella cometa, è uno dei momenti più ricchi di significato della tradizione presepiale: non rappresentano solo personaggi esotici, ma l’umanità intera che si mette in cammino per riconoscere la luce di Cristo.
In molte case italiane la tradizione dice: “Epifania, tutte le feste porta via”. Questo proverbio popolare indica che il 6 gennaio si smonta il presepe e gli addobbi; la festa segna la conclusione del tempo liturgico del Natale e invita a portare con sé il senso profondo di quelle celebrazioni.
Ma prima di riporre le statuine, vale davvero la pena fermarci davanti al presepe completo, con i Re Magi finalmente arrivati alla grotta. In quel gesto c’è un richiamo antico: ogni cuore è invitato a continuare il proprio viaggio di fede, proprio come quei saggi venuti da lontano.